Abstract
La trasformazione di Europol da centro di scambio informativo a infrastruttura europea di analisi, cloud e cooperazione pubblico privata accentua una tensione strutturale. L’Unione può organizzare la cooperazione di polizia e la circolazione delle informazioni, mentre l’esercizio dei poteri coercitivi e le garanzie di acquisizione della prova restano affidati agli Stati membri; rimane inoltre distinta la funzione di polizia da quella d’intelligence. L’articolo ricostruisce il conflitto emerso con l’indagine EDPS del 2019 sui grandi dataset, la riforma del 2022, i contenziosi relativi a EncroChat, Sky ECC, ANOM e Matrix e la proposta COM(2026) 580. La tesi è che il rischio non dipenda soltanto dalla localizzazione fisica dei server, bensì dalla perdita di controllo funzionale sul dato investigativo e preinvestigativo: base giuridica, titolarità, finalità, segregazione, chiavi, log, catena di custodia e accesso difensivo. Due casi di studio, Seity e CIRA4PREV, consentono infine di valutare possibili architetture alternative, senza attribuire alla tecnologia la capacità di sanare carenze di autorizzazione, proporzionalità o contraddittorio.
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